VELASCO: “SPORT STRUMENTO IMPORTANTISSIMO PER FAR USCIRE I GIOVANI DALLA ZONA DI COMFORT”

a cura di Valentina

L’allenatore della Generazione dei Fenomeni Julio Velasco, dallo scorso luglio direttore tecnico del settore giovanile maschile italiano, in occasione della sua visita a Volley Treviso di venerdì 31 gennaio ha risposto ad alcune domande sullo stato del volley giovanile.

Ha già fatto visita ai settori giovanili di diversi club italiani. Che idea si è fatto sulla situazione attuale del volley giovanile?

Credo che il movimento italiano sia molto vivo, prima di iniziare questo lavoro mi era stato detto che c’erano pochi tesserati, invece vedo tanti atleti bravi, tanti allenatori capaci e molta attività. Non c’è mai stata così tanta attività di settore giovanile nei club della massima categoria come in questo momento, e poi ci sono realtà come Volley Treviso, che ha un settore giovanile di altissimo livello anche senza la serie A. Quello che secondo me bisogna migliorare soprattutto nella fascia dei più piccoli è il lavoro fisico: sto riscontrando una sorta di timore in questo senso. E’ chiaro che il lavoro di forza nei giovanissimi è particolare, ma questo non significa che non vada fatto. Per quanto riguarda il gioco la fase che ha maggiormente bisogno di sviluppo è la ricezione; nel giovanile, con la rete più bassa, è ancora più difficile e c’è bisogno di lavorarci di più in tutte le fasi dell’allenamento. Il livello generale comunque è molto buono e penso che con il lavoro congiunto di club e nazionale possiamo produrre tanti buoni giocatori”.

Oggi ha potuto passare mezza giornata a stretto contatto con la realtà di Volley Treviso. Conosceva già molto bene Michele Zanin, che impressione si è fatto?

“Questo è uno dei migliori settori giovanili d’Italia, c’è una buonissima organizzazione, un grande direttore tecnico come Michele Zanin e tanti allenatori di esperienza che lavorano molto bene. Era da tempo che volevo far visita a questo club, essendo spesso in contatto con Michele so come si lavora qui e visto che nel week-end andrò a vedere alcune partite del Trofeo La Piave (al quale parteciperà anche l’under 18 orogranata, ndr) ne ho approfittato per incontrare lo staff trevigiano e per vedere le squadre in allenamento”.

Quanto conta al giorno d’oggi far uscire i giovani dalla propria zona di comfort e quanto può la pallavolo contribuire a farlo?

“Lo sport è uno strumento fantastico da questo punto di vista perché fa uscire i ragazzi dalla loro zona di comfort mentre stanno facendo una cosa che però gli piace molto. Ci sono altri modi e altre situazioni per farlo, ma per un allenatore è più facile che per un genitore, per esempio. I ragazzi giocano e capiscono subito che per migliorare dovranno fare qualcosa che li farà uscire dalla loro zona di comfort, è l’essenza stessa dello sport ed è una parte essenziale per imparare ad uscire dalle difficoltà invece di aggirarle. E’ uno strumento per misurarsi con sé stessi e con gli altri, per imparare a vincere e anche a perdere. Noi allenatori dobbiamo insegnare anche questo ai nostri giovani, non contano solo raggiungere i risultati, ed è una grande responsabilità da questo punto di vista”.

Guarda il video dell'intervista qui.

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