TITOLI DI CODA DI UN GRAN BEL FILM

a cura di Claudio

Ci sono attimi dei nostri percorsi di vita sportiva che cambiano il senso delle cose o il corso degli eventi… e ci sono attimi che rimangono impressi nella nostra mente come sequenze incancellabili, indimenticabili.

La prima immagine che mi viene in mente ripercorrendo il film delle nostre Finali Nazionali è fatta da sguardi tristi, incapaci di reagire e timorosi dopo la sconfitta del primo set nel quarto di finale che ci vedeva impegnati con la Materdomini Castellana. Lo stesso quarto di finale e davanti a noi la stessa squadra che per due volte di fila ci aveva negato la possibilità nei due anni precedenti di ambire a qualcosa di più, ad andare a giocarci il podio, le medaglie che contano. Sono volate parole grosse, con un timbro di voce molto alto, che forse sono servite a scuotere l’orgoglio, a far ritrovare la voglia di combattere. Non sempre si usa questa strategia, a volte si cerca di rincuorare, di ridare sicurezza con le carezze, ma stavolta la scena è stata questa, e ciò che ne è nato è una battaglia vera, ad armi pari fino alla fine. Quell’episodio ci ha regalato un atteggiamento diverso, ci ha fatto capire di possedere realmente una grande forza.

La seconda immagine mi riporta alla sera prima della finale dove ho radunato la squadra, ho ringraziato i ragazzi per il meraviglioso anno sportivo che mi hanno regalato con la loro presenza, la loro serietà e con il loro desiderio di crescere e di migliorarsi.

Sapevo che il giorno dopo sarebbe volato via come il vento e tutto ciò mi ha portato ad esortarli a viverlo con gioia, di rubare e mettere via tutti gli attimi preziosi che avrebbero vissuto a prescindere da come sarebbe finita.

Ho guardato negli occhi ognuno di loro e ho letto nel loro sguardo il desiderio di portarsi a casa una cosa importante: la "fame" di raggiungere un obiettivo per molti sconosciuto e sfuggevole.

Andando avanti di qualche ora, resterà indelebile in me la scena finale dove tutti hanno visto 15 meravigliosi attori recitare nel campo di gioco, in modo perfetto, la propria parte. Soprattutto noncuranti degli errori e propositivi nel guardare sempre "il dopo", adattarsi alle contingenze senza aiuti dall'esterno. Sono quelle situazioni in cui un allenatore potrebbe anche non esserci, tanto la squadra conosce la sua parte a memoria, alla perfezione. Sono questi i momenti che ti fanno sentire di aver raggiunto il tuo obiettivo, da coach.

E poi il fischio finale, i festeggiamenti, i sorrisi, i canti, i balli, le foto, la felicità che esplode, l’acqua, le docce… tutti momenti che ricorderemo sempre con nostalgia e con grande emozione.

Come tutti i titoli di coda che si rispettano devo fare qualche giusto ringraziamento.

In primis la mia famiglia (e soprattutto mia moglie) che a volte sopporta i miei umori e la mia dipendenza esagerata dalla passione della pallavolo.

Tutti gli allenatori di Volley Treviso che hanno contribuito alla formazione di questi favolosi 15 atleti Roberto, Alberto, Leo, Diego e Michele.

Gli ineguagliabili Stefano e Alberto, fisio e preparatore, che con la loro competenza e umanità formano e aggiustano i delicati corpi dei nostri giovani leoni.

Mario, Dario e Ennio, i miei dir. accompagnatori, che con la loro immensa passione ci accompagnano e ci permettono di lavorare sempre con efficienza.

I genitori dei nostri atleti che hanno condiviso, vissuto e sopportato tutte le nostre sofferenze durante l'intera stagione.

E per finire, ma non per ultimo, Mauro, il mio assistente che mi accompagna, mi sostiene e mi aiuta con la sua presenza preziosa e ormai insostituibile.

Grazie.

Johnny Cappelletto

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