MICHELE ZANIN A 360° NEL PRE-SEASON 2017/18: SARA' UNA STAGIONE CHE CI DOVRA' UNIRE ANCOR DI PIU' PER PRENDERCI IL POSTO CHE CI MERITIAMO

a cura di Claudio

Quando si pensa a Volley Treviso si pensa a Michele Zanin... Il coach di Mogliano Veneto classe '62, è diventato sempre più simbolo degli orogranata grazie non solo ai suoi 14 scudetti vinti a livello giovanile, ma anche grazie ai tanti giocatori che, dopo la trafila nelle altre squadre giovanili, ha finalizzato e consegnato nella massima serie e nella panchina azzurra (anche in questa nazionale impegnata agli europei ci sono "suoi" atleti). 

Forse, il merito più grande di coach Zanin, consiste proprio nell'aver creato e collaudato, assieme ai dirigenti della società, il sistema "Volley Treviso" di cui andiamo tanto fieri e che ci viene riconosciuto da tutta Italia. Una vera "famiglia" di allenatori, dirigenti accompagnatori e di collaboratori vari che mira allo stesso obiettivo senza nessun sotterfugio: far eccellere il talento degli atleti. Le vittorie vengono da se. 

Lo abbiamo intervistato solo al termine di questa particolare estate che lo ha visto, assieme alla formazione Under 20, grande protagonista nel finale di stagione per poi entrare assieme a tutti gli altri membri della società, nel limbo estivo riguardante il trovare casa per potersi allenare. 

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Ciao Michele, inizia una nuova particolare stagione. La tua squadra sarà l'unica a rimanere tra le mura de La Ghirada. 
Che sensazione ti da questo fatto dopo vent'anni in cui quotidianamente vi era una condivisione del lavoro con le altre squadre giovanili?

E' un privilegio che dovremo dimostrare di meritare durante l'anno, non solo con i risultati ma con il l'atteggiamento giusto, la giusta voglia di migliorarsi. Avere a disposizione la sala pesi e le strutture della Ghirada, avere a disposizione un preparatore fisico ed un fisioterapista, sarà senz'altro un valore aggiunto come lo è stato in questi anni. Le difficoltà ci mettono ancora più voglia e determinazione nell'affermare che la nostra realtà merita considerazione a Treviso e che ci meritiamo  delle risposte politiche più nette di quelle prese in questa estate travagliata. Mi riferisco, ovviamente, al trovare una nuova "casa", una soluzione che ci permetta di mantenere quegli stretti contatti di scambio tecnico ed umano tra i vari gruppi, tra allenatori e giocatori delle varie categorie, che costituiscono la vera anima dei nostri risultati sportivi. Senza togliere nulla alle altre realtà del territorio, però da noi si sono vinti tanti scudetti e il nome di Treviso è sempre stato tra i primi posti. Non è facile far avvenire tutto ciò ed è indispensabile che ci siano delle condizioni anche logistiche per farlo. 

Oltre ad essere stata un'estate difficile per i motivi sopra descritti, è stata un'estate anche di rinnovamento per le nostre formazioni. Tanti dei tuoi ragazzi neo-campioni d'Italia sono approdati in altre formazioni e l'ossatura della formazione che alleni è profondamente cambiata. Ci sarà da lavorare duro per raggiungere gli obiettivi prefissati?

Il rinnovamento, pur non essendo obbligato dal cambio di regolamento (quest'anno il campionato di categoria sarà Under 20 e non Under 19 ndr), è stato reso possibile dal fatto che il gruppo ha terminato il ciclo scolastico ed i buoni risultati sportivi hanno esaltato i nostri atleti ottenendo numerose interessamenti di squadre di serie A. D'accordo la società si è ritenuto giusto concedere l'opportunità, per gli atleti con proposte interessanti, di mettersi alla prova su un palcoscenico importante. Questo aspetto ci rende particolarmente orgogliosi: più dei risultati agonistici e degli scudetti credo che sia importante dare agli atleti gli strumenti tecnici, tattici ma soprattutto comportamentali per poter giocare ad alto livello e continuare a migliorare e crescere.
Ovviamente, tutto ciò ha rivoluzionato il gruppo che alleno che quindi sarà composto da ragazzi più giovani, molti dei quali potrebbero addirittura rientrare nella fascia under 18 ma che invece affronteranno il campionato di serie B e di Under 20.
Ci aspetta un lavoro importante, poichè solo tre atleti della rosa hanno già affrontato il parquet della serie B.
Vorrei, infine, spendere due parole su uno di questi tre giocatori: il nostro libero Sebastiano Santi.
E' un'atleta che seppur al termine del ciclo scolastico e con richieste importanti da buoni team, ha accettato di rimanere a Treviso, cogliendo la sfida del rinnovamento della squadra con grande entusiasmo. E' un ragazzo che è con noi dall'under 13 e incarna al meglio i nostri valori di dedizione ed attaccamento alla maglia, sono sicuro che sarà di stimolo ed esempio per tutto il gruppo dei più giovani e gli siamo grati per ciò che ha fatto. 

A proposito di Serie B e di rinnovamento dell'organico: qual'è l'obiettivo che hai dato ai tuoi sin dai giorni scorsi in cui è iniziata la stagione?

L'obiettivo, abbastanza scontato perché è lo step che ci diamo ogni anno, sarà raggiunto con la salvezza in serie B, ma dovremo essere molto attenti anche sul fronte Under 20, lì dobbiamo assolutamente competere ad alto livello, con la consapevolezza che a livello giovanile troveremo dei grandi avversari in Veneto: da Padova, Verona, S. Donà, Vicenza. Uscendo dal Veneto gli avversari importanti saranno sicuramente: Trento, Modena, Segrate, Vero Volley e Diavoli Rosa. Tutte formazioni che hanno costruito dei gruppi importanti e che non saranno certo arrendevoli nei match che affronteremo. Sento dire di un certo disimpegno di Macerata/Civitanova Marche, e di questa cosa mi rammarico, perchè è stata in questi anni un valido avversario e una buona realtà giovanile che ha creato atleti di primo livello.

Concludiamo con una nota di colore ma che potrebbe essere anche una domanda spinosa: Zaytsev si o Zaytsev no?

Mah non ho elementi per giudicare con certezza come si è svolta la vicenda e quindi è sempre difficile fare una valutazione completa. Quello che reputo inconcepibile è che nei mesi che hanno preceduto la convocazione, lontano dai riflettori, non si sia voluto risolvere una questione tutto sommato semplice. Quando è scoppiato il caso, ho avuto l'impressione che si discutesse di questioni di principio, che ci fossero prese di posizione politiche a salvaguardia del "ruolo" e anche quando l'atleta ha manifestato disponibilità alla soluzione della questione (se è vero) non si è voluto andare a compromessi... ma forse era troppo tardi. 

Grazie Michele ed in bocca al lupo per la stagione! 

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